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Punture di api e calabroni:

20 morti all’anno, ecco i consigli per cavarsela

Al via la campagna informativa patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus.
Tutti i consigli da seguire per non essere punti e per aiutare chi è sotto choc

 

 

FRIULI – Udine partecipa alla 1° edizione della campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, per conoscere caratteristiche e terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, “ordine” che comprende oltre 100mila specie d’insetti, tra cui api, vespe calabroni. L’iniziativa è promossa dai 25 esperti che fanno riferimento ai principali Centri allergologici specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus/Federazione Italiana. Grazie alla questa campagna, i pazienti potranno trovare materiale informativo nel Pronto soccorso di Udine.«Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – spiega Federico Reccardini, specialista allergologo presso la Soc Pneumologia e fisiopatologia respiratoria dell’ospedale di Udine – ma si stima che l’allergia al veleno di imenotteri possa provocare reazioni locali estese (dal 2,4% al 26%) o reazioni sistemiche più o meno gravi (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte: circa 10-20 i decessi all’anno accertati in Italia. Il primo fattore di rischio è l’esposizione a questi insetti: più vulnerabili apicoltori, giardinieri, agricoltori, chi svolge attività all’aria aperta, in campagna o nei boschi. Sono in assoluto più a rischio anziani e cardiopatici. Tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al Pronto soccorso sono causate per il 34% da veleno di imenotteri».

Le regole da seguire
1. Se dopo una puntura si rileva un gonfiore di pochi centimetri che sparisce nell’arco di poche ore è una reazione normale al veleno; se invece il gonfiore supera i 10 cm di diametro, come il palmo della mano, e dura per oltre 24 ore, è consigliabile rivolgersi a un allergologo.
2. Togliere il pungiglione nel più breve tempo possibile per ridurre la dose di veleno iniettata, aiutandosi con una punta smussa (anche l’unghia) con un movimento dal basso verso l’alto; non vanno usate pinzette; estratto il pungiglione, applicare ghiaccio.
3. I fattori che aumentano l’aggressività di api, vespe e calabroni sono: odori intesi (profumi), colori scuri dei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. I giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con gli imenotteri perché vengono abbassati i loro “corridoi di volo”.
4. In caso di reazione anafilattica mantenete la calma e allertate immediatamente il 118. Se avete con voi l’adrenalina auto iniettabile utilizzatela seguendo le prescrizioni del medico.
5. Anche chi si sta sottoponendo all’immunoterapia specifica per veleno di imenotteri dovrebbe portare con sé l’adrenalina auto iniettabile almeno fino alla prima puntura di imenottero, per essere certi della protezione clinica da parte dell’immunoterapia.
6. È importante che anche i parenti più prossimi di un allergico siano in grado di somministrare al proprio caro l’adrenalina auto iniettabile in caso di shock anafilattico. Il secondo è la cura per queste allergie.

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